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UNA DONNA SENZA TEMPO, MIA MOGLIE VALERIA - MERAVIGLIOSA
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Titolo: Al di là delle parole - Anthony de Mello
Se questo è vero, cosa sono allora le Scritture? Beh, esse non ci danno un ritratto di Dio, e neppure una descrizione; ci offrono piuttosto delle indicazioni. Perché le parole non ci possono fornire un ritratto di Dio. Supponiamo che io mi trovi nel mio paese, e vada verso Bombay. Arrivo davanti a un cartello dove sta scritto: -Bombay-. Dico: -Ehi! Qui c'è Bombay-. Guardo il cartello e torno indietro. Quando arrivo, le persone mi chiedono: Sei stato a Bombay?.. -SI-. -E come è?'.. -Guardate, è come un cartello giallo con delle lettere scritte, una sembra una B, l'altra.... Ecco. Quel cartello non è Bombay e neppure le assomiglia. Non è un ritratto di Bombay. È un'indicazione. Questo sono le Scritture, un'indicazione. Quando il saggio indica la luna, lo sciocco vede solo il dito. Immaginate che indichi la luna dicendo: -Luna-. Uno arriva e chiede: Questo è la luna?... E guarda fisso il dito. Ecco il pericolo e la tragedia delle parole. Le parole sono belle. -Padre-, per esempio, è una bella parola per indicare Dio. La Chiesa dice che questo è un mistero. Dio è un mistero. Ma se prendete la parola "Padre" alla lettera, vi mettete in un vicolo cieco, perché le persone vi chiederanno: -Ma che padre è se permette tanta sofferenza?.. Dio è un mistero! Sconosciuto, incomprensibile, al di là della nostra mente e delle nostre parole. Immaginiamo che un uomo nato cieco si metta a chiedere in giro cosa sia questo color verde di cui tutti parlano. Voi, come glielo descrivereste? Impossibile! Egli vi chiederà: -È freddo o caldo? È grande o piccolo? Ruvido o morbido?.. Nulla di tutto ciò. Il pover'uomo formula le sue domande sulla base delle proprie esperienze limitate. Ma supponiamo che io sia un musicista e gli dica: -Ti spiego io come è il colore verde: è come la musica-. Un giorno l'uomo recupera la vista e gli chiedo: -Hai visto il colore verde?. Egli mi risponde: -No-. Sapete perché? Egli cercava la musica! Era così legato all'idea di musica che, pur vedendo il colore verde, non lo poteva riconoscere. In Oriente si racconta la storia di un pesciolino nell'oceano. Qualcuno dice al pesce: -Oh! quanto è immenso l'oceano. È sconfinato, meraviglioso!-. E il pesce, nuotando a destra e a sinistra, ribatte: -Dov'è l'oceano?-. Ci sei dentro-. Ma l'unica cosa che trova è acqua! Egli non può riconoscere l'oceano. È attaccato alla parola. Non capita anche a noi lo stesso? Forse Dio sta guardando il nostro volto, mentre noi, prigionieri delle nostre idee, non lo riconosciamo? Sarebbe tragico! Il silenzio è il primo passo per arrivare a Dio e comprendere che le idee su Dio sono tutte inadeguate. La maggior parte delle persone non è pronta per comprendere questo, il che è un grande ostacolo per la preghiera. E per ottenere il silenzio, è necessario prendere coscienza dei cinque sensi, usandoli. A molti ciò può sembrare assurdo e quasi incredibile, ma tutto ciò che dovete fare è guardare, ascoltare, toccare, odorare, gustare.
In Oriente dicono: -Dio ha creato il mondo. Dio danza nel mondo-. Puoi immaginarti una danza senza vedere il ballerino? Sono una cosa sola? No. Sono due cose e Dio sta nella creazione come la voce di un cantante in una canzone. Supponiamo che io canti una canzone. Avrete la mia voce e la canzone. Esse sono intimamente connesse, ma non sono la stessa cosa. Ma riflettete: non è strano che ascoltiamo la canzone e non la voce? Vediamo la danza e non il ballerino?
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