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Metafisica alla portata di Tutti
CAPITOLO 6 - AMORE
Ti manca solamente questo capitolo per affermare di conoscere il primo principio della Creazione, il Principio del Mentalismo, il cui motto è: "TUTTO E' MENTE".
Gesù Cristo disse: "Siete Dei (Giovanni, 10-39). Così come la Creazione, nella sua totalità, fu un pensiero manifesto, così l'uomo, che è un Dio in potenza, crea con il pensiero tutto ciò che poi vede manifestato, a immagine e somiglianza del suo Creatore. Questo lo hai già imparato.
Hai imparato anche la meccanica di questa creazione mentale; il carattere, positivo o negativo, da ciò che viene creato; la forza, fede o timore, che determina il carattere (la maniera di cambiare l'aspetto esterno di ciò che avrai creato attraverso l'affermazione o la negazione); il potere della parola; cosa sia il pensiero parlato e che pertanto conferma gli ordini che tu hai dato con i tuoi pensieri. Quindi hai imparato la formula infallibile per creare, manifestare e ottenere il meglio, il massimo, la perfezione: "Conoscere la Verità, in conformità all'indicazione del Maestro Gesù.
Tu sai che questa verità è che siamo stati creati da un Creatore perfetto, mediante la perfetta Essenza di Lui stesso. Siamo dotati di un libero arbitrio per poter creare in modo positivo o negativo. Il "male", pertanto, non è una creazione di Dio; non ha alcun potere di fronte alla verità. Esso scompare quando appaiono il pensiero e la parola positiva. Gesù disse: "Non resistere al male" (San Matteo, 5-39) e cioè che dobbiamo dominare il male attraverso il bene. Il Bene è l'unica Verità.
D'ora in poi non potrai più tornare a dare a qualcun altro la colpa di ciò che ti succede. Dovrai guardarti in faccia e chiederti: "Com'era il mio atteggiamento mentale in quella circostanza?, Era positivo oppure negativo?, Ho sentito fede oppure timore?, Che tipo di decreti ho lanciato con le mie parole?" "Dai loro frutti li conoscerai": dovrai verificare e rispondere con la Verità. Ti fa piacere ciò che stai vedendo oppure ti dispiace. Tu giudicherai.
Ora: nella metafisica cristiana diciamo che Dio ha sette aspetti: AMORE, VERITA', VITA, INTELLIGENZA, ANIMA, SPIRITO e PRINCIPIO. Come vedi, tutti questi aspetti, sono stati invisibili e cioè mentali. Non li possiamo nè vedere nè toccare. Sentiamo e percepiamo i loro effetti. Esistono, agiscono, sono reali, sono cose e nessuno le può negare .
AMORE, è chiamato il "carattere" di Dio, il primo aspetto di Dio, la più potente e la più sensibile di tutte le forze. Poche persone sanno davvero cosa sia l'amore. La maggioranza crede che sia ciò che si sente verso i genitori, i figli, il coniuge, l'innamorato etc. Affetto, attrazione, antipatia e odio, sono tutti gradi differenti di una stessa cosa: la sensazione. L'amore è molto complesso e non si può definire con una sola parola ma, dato che in questo nostro pianeta si intende per amore la sensazione, anche se questa non è, per così dire, che il bordo esterno dell'amore, cercheremo di individuare una sensazione il più vicino possibile all'amore, per poter cominciare a capirlo.
Il punto centrale della scala che va dall'odio fino al sentimento che qui chiamiamo "Amore" è la tolleranza e la buona volontà.
Sembra una contraddizione, ma quando si "ama" molto, molto oppure troppo, mancano la tolleranza e la buona volontà. Quando si odia, mancano la tolleranza e la buona volontà. In altre parole, sia l'amore eccessivo che l'eccessivo disamore sono la negazione della tolleranza e della buona volontà.
Gesù disse: "Pace agli uomini di buona volontà". Ciò significa che ciò che si scosta dal centro non dà pace. La pace, in ogni cosa, sta nel centro, nel perfetto equilibrio, nè più nè meno. Tutti gli eccessi, anche del bene (eccesso di danaro, di amore, di carità, di sacrificio etc.) squilibrano il piatto della bilancia, fanno propendere verso un lato e tolgono la pace.
Quando la Genesi dice: "...di tutti i frutti del Paradiso potrete mangiare, salvo del frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male" si riferisce proprio a questo. Il tronco dell'albero simbolizza il centro, "l'equilibrio" . I rami partono da questo centro in tutte le direzioni e simbolizzano i "frutti". Alcuni sono buoni, altri cattivi, Simbolizzano gli estremi. Vedi quindi che il "frutto proibito" che ha causato tanto dolore nel mondo non sono altro che gli estremi, gli eccessi sotto ogni aspetto.
Dio, che ha creato tutto, dichiarò che tutta la sua opera era "buona" (lo puoi leggere nella Genesi) e menziona la parola "male" solo con riferimento agli eccessi.
Una parentesi per raccomandarti di leggere e di meditare il capitolo dell'Ecclesiale che inizia..."Ogni cosa ha il suo tempo..."
Torniamo all'Amore. Quelle madri che dicono di amare così tanto e che non permettono ai figli di allontanarsi dal nido, di sposarsi o di agire indipendentemente da loro neanche quando sono diventati uomini o donne adulti, non amano. Al contrario, sono egoiste e ciò che provano è solamente desiderio di possesso. Lo stesso vale per quelle fidanzate e mogli che si torturano di gelosia. Questi tipi di "amore" altro non sono che eccesso di sentimento. Oltrepassano la misura e pertanto vanno molto lontano dalla tolleranza e dalla buona volontà.
In generale, l'eccesso del sentimento è una prova della mancanza di sviluppo dell'intelligenza. Questo causerà indubbiamente indignazione in quelle persone che si riempiono la bocca dicendosi "molto sentimentali". Non piace a nessuno vedere scoperta la propria mancanza di intelligenza, ma la si può dimostrare. L'eccesso di emotività, come di qualunque altra cosa, è negativo, è la prova della mancanza di qualcos'altro che le faccia da contrappeso.
L'eccesso di calore, ad esempio, si bilancia con una pari quantità di freddo, in modo da portarlo ad essere sopportabile. L'intelligenza è fredda mentre l'emozione è calda. Una grande capacità emotiva è una qualità magnifica e molto desiderabile, condizione che sia equilibrata da un'altrettanto grande capacità intellettuale. E' questo equilibrio che caratterizza i grandi artisti. L'artista, però, può riversare nella sua arte tutta la sua potenzialità emozionale. Al contrario, la persona esageratamente emozionale e con poco sviluppo intellettuale, riversa tutta la sua passione sugli esseri umani che la circondano, pretende di legarli e che realizzino i suoi capricci.
Il rimedio contro l'eccessiva emozionalità, consiste nel pensare e nel riflettere molto e soprattutto nel mettersi a meditare un poco ogni giorno su cosa sia l'intelligenza. Si comincia domandandosi: "Cos'è l'intelligenza?" Poi si passa a pensare che tutto, nell'universo, contiene un'intelligenza: le patate, gli animali etc.. e si termina dichiarando "io sono intelligente e sono dotata dello stesso tipo di intelligenza di Dio, dato che sono stata creata dall'essenza stessa del Creatore. Sono stata creata dalla sua intelligenza, con la Sua intelligenza e mediante la Sua intelligenza".
Dopo pochi giorni dall'inizio di questo trattamento si noterà già un cambiamento nell'elasticità e nell'acume della mente. Basterà una settimana di esercizio per accorgersi di una trasformazione nella forma di amare il prossimo; si sentirà una serenità e una generosità particolare, di un tipo così elevato che non si sarebbe mai pensato di poter esprimere. Allo stesso tempo si noterà un netto cambiamento nel modo in cui gli altri si comporteranno verso di noi. Questo è dovuto al fatto che siamo "individui" e cioè indivisibili e che pertanto ciò che riguarda uno riguarda tutti. Il gradino che tu ascendi, aiuta tutta l'umanità.
Adesso passiamo a parlare del nemico numero uno dell'Umanità e cioè del Risentimento e del Rancore, per non menzionare l'Odio. Non c'è quasi essere umano esente da risentimenti e quasi tutti ignorano che il risentimento amareggia la vita intera, influenza negativamente qualunque nostra manifestazione ed è la causa di tutte le delusioni alle quali andiamo incontro, anche quando si impara a "negare e affermare", a "conoscere la verità" a vigilare e a correggere i pensieri e le parole. Anche un solo risentimento, un rancore inciso nel subcosciente e nell'anima, agisce come un piccola sorgente di fiele ed emana la sua goccia di amarezza, tingendo tutto e impedendo con una serie di imprevisti la realizzazione dei nostri più forti aneliti. Niente, neanche la dimostrazione più perfetta può reggere finchè quel fuoco di infezione continua ad attentare al nostro essere.
La bibbia, le chiese, le religioni predicano in continuazione il perdono e l'amore verso i nemici; tutto ciò è vano fintanto che non insegnano una forma pratica di imporci il perdono verso coloro che ci feriscono. Si sente dire molto spesso: "Io perdono ma non posso dimenticare". Menzogna. Finchè si ricorda il danno subito, non si è perdonato.
Adesso daremo la formula infallibile per perdonare e dimenticare allo stesso tempo, per la nostra propria convenienza, dato che ciò ci stabilisce nel punto centrale di equilibrio, quello della tolleranza e della buona volontà e che questo sforzo è Amore.
San Giovanni, l'Apostolo dell'Amore, dice: "L'Amore è la realizzazione della legge". Mettere in pratica la legge dell'Amore è realizzare tutte le leggi, è essere con Dio, in Dio e sentirsi fortunati, soddisfatti e completi in tutte le nostre manifestazioni. Il mio maestro diceva: "L'uomo che ama è l'uomo più potente del mondo"
Ecco la ricetta per amare bene: ogni volta che tu senta qualcosa di sgradevole verso un'altra persona, oppure che ti accorgi di resistere a qualcosa che gli altri ti abbiano fatto; ogni volta che tu ti accorga di nutrire un rancore o un desiderio di vendetta, mettiti deliberatamente a ricordare (e non si tratta di uno sforzo per dimenticare il presente) tutto ciò che di buono tu conosci di quell'altra persona. Cerca di rivivere i momenti piacevoli di cui hai gioito in sua compagnia nel passato, prima del momento in cui di ferì. Insisti nel richiamare alla tua memoria gli aspetti buoni, le sue buone qualità, l'opinione positiva che ne avevi. Se riuscirai a ridere di una qualche barzelletta o di una qualche situazione comica che avete vissuto insieme , il miracolo si è compiuto. Se un solo trattamento non è sufficiente, ripetilo tutte le volte che sia necessario finchè non si cancella il rancore o il risentimento. Ti conviene farlo fino a "settanta volte sette".
Questa e l'applicazione della legge data da Gesù: "Non resistete al male". Questo è porgere l'altra guancia. Amare i propri nemici, benedire coloro che ci maledicono, fare il bene a coloro che ci aborriscono, pregare per coloro che ci oltraggiano e che ci perseguitano, senza peraltro esporci a farci calpestare. Se lo farai con sincerità ti renderai conto di qualcosa di molto strano e cioè che, in primo luogo, ti sentirai liberata e che, inoltre, la montagna di piccoli inconvenienti che ti succedevano e che non sapevi a chi attribuire, spariranno come per incanto: la tua vita inizierà a marciare su altri binari. Oltre a questo ti accorgerai di essere amata da tutti, anche da coloro che prima non ti volevano bene.
NEGAZIONI E AFFERMAZIONI
DI FRONTE A UNA MALATTIA, PROPRIA O ALTRUI:
Nego l'apparenza di qualunque malattia fisica. Non l'accetto nè per me nè per nessuno. L'unica verità ha radici nel mio spirito e tutto ciò che gli è inferiore si modella sulla mia parola, sul mio riconoscimento della Verità. Nel nome di Gesù Cristo, che ci autorizzò, decreto che io e tutti siamo Vita. La Vita è salute, forza e allegria. Grazie, Padre, per avermi ascoltato.
DI FRONTE A QUALUNQUE TIMORE (proprio o altrui):
Io nego il timore. Dio non ha creato il timore e quindi esso non ha altra esistenza che quella che io gli voglia dare e io non lo accetto; non voglio più questa apparenza creata da me. Io sciolgo e lascio andare qualunque ombra di timore in me (oppure in te). L'Apostolo Giovanni disse: "L'Amore sradica qualunque timore". Dio è amore e io sono suo figlio e pertanto sono fatto di amore, dall'amore e nell'amore. Questa è la verità. Grazie, Padre.
DI FRONTE A QUALUNQUE TRISTEZZA (propria o altrui)
Io nego l'esistenza della tristezza (della sofferenza, della depressione); Dio non la autorizza. Cancello qualunque tendenza alla negatività presente in me. Io non ne ho bisogno. Io non la accetto. Dio è gioia, allegria, IO SONO gioia, allegria. Grazie, Padre per avermi dato (inizia ad elencare le cose che possiedi, anche le più insignificanti).
DI FRONTE A QUALUNQUE MANCANZA O SCARSITA'
Io nego qualunque apparenza di scarsità. Essa non è la Verità, non la posso accettare, non la desidero. L'abbondanza di tutto è la Verità. Il mio mondo contiene tutto. E' stato tutto previsto, tutto è già stato assegnato da un Padre tutto Amore ed io devo solamente chiedere il mio bene. Mostrami il cammino, Padre, parla, che tuo figlio ti ascolta. Grazie, Padre.
DI FRONTE A TUTTO CIO' CHE NON SIA ARMONIOSO
Io nego l'inarmonia. Io non accetto questa apparenza di conflitto. Dio è perfetta armonia. Nello Spirito non esiste conflitto, contrarietà, lotta, nè qualunque altra cosa che si opponga alla realizzazione della perfetta armonia. Grazie, Padre. Io benedico la tua armonia che si manifesta in questa circostanza.
PER LA PACE MONDIALE E DI FRONTE A QUALUNQUE APPARENZA CONTRARIA
Grazie, Padre, perchè sei la Pace. Grazie, Padre, perchè nulla di ciò che sta contrastando questa verità ha una qualunque consistenza, dato che tutto ciò è creazione di coloro che Ti ignorano. Perdona loro perchè non sanno ciò che fanno. Sia fatta la tua volontà sulla terra così come in Te. Grazie, Padre.
Tutte queste cose te le do affinchè tu impari a formulare tu stesso le tue preghiere. Siccome durante tutto il giorno noi pensiamo e decretiamo, tutto il giorno preghiamo, sia in forma positiva che in forma negativa; tutto il giorno stiamo lavorando per creare le nostre condizioni, interne o esterne.
La cosa più importante è di mantenersi nell'atteggiamento mentale che si esprime durante la preghiera. Se dopo aver affermato, ti lasci scivolare nuovamente verso il polo negativo, distruggi l'effetto della preghiera. Fai attenzione ai tuoi pensieri. Fai attenzione alle tue parole. Non lasciarti trascinare da ciò che esprimono gli altri. Ricorda che essi ignorano ciò che tu stai già imparando a conoscere.
Ciò che tu pensi e che tu chiedi per te stesso, pensalo e chiedilo anche per gli altri. Siamo tutti uno in spirito e questa è la forma più efficace di dare , meglio del pane e dell'elemosina, dato che il pane e l'elemosina durano solamente un istante, mentre la verità resterà con l'altra persona per sempre. Prima o poi il tuo dono spirituale affiorerà alla sua mente cosciente e tu avrai compiuto un lavoro di salvezza di un tuo fratello. Il Principio del Ritmo, che è la legge del pendolo, il boomerang ti restituisce il bene che tu fai (ma anche il male).
E' stato detto che "assieme a Dio è in maggioranza"; anche una sola persona che elevi la sua coscienza al piano spirituale e che riconosca la verità nella forma espressa più sopra, è capace di salvare dalla rovina un'organizzazione, salvare dalla crisi una comunità, una città o una nazione perchè agisce nel piano spirituale che è la Verità e questa domina tutti i piani inferiori. "Conoscete la verità e questa vi renderà liberi".
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