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AUTOBIOGRAFIA INCOMPIUTA di Alice A. Bailey Questo libro è un' antologia che cerca di riassumere il pensiero espresso negli scritti della Bailey attraverso una accurata selezione di brani estratti da suoi libri.
Sebbene la sua morte nel dicembre 1949 impedì il completamento di questo libro, quanto basta della vita dell’Autrice emerge a mostrare le fasi del suo viaggio dall’evangelismo cristiano alla padronanza della scienza esoterica, al ruolo di scrittrice, lettrice ed insegnante.
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PREMESSA I primi quattro capitoli di questa Autobiografia furono scritti durante il 1945. I capitoli cinque e sei furono scritti nel 1947. Queste date sono significative in relazione agli eventi mondiali di allora. La prima stesura fu riscritta nel 1948. L’intero scritto fu riletto dalla Signora Bailey, che apportò anche alcune correzioni. Diverse persone, in tempi diversi, hanno lavorato con la Signora Bailey sul testo, mentre copie di brani furono sottoposte al giudizio di altre. In alcuni casi queste non furono neanche restituite e per il resto rimasero incomplete, inaccurate in certi particolari e alla fine non furono da lei approvati. Altre quattro sezioni di questa Autobiografia furono progettate, ma mai scritte. La pressione crescente dell’organizzazione mondiale, di cui A.A. Bailey era responsabile, la confusione e le sofferenze dell’umanità con cui lei era intensamente in sintonia, il senso di futilità e di negatività mostrato ovunque dagli uomini di buona volontà, che cercò strenuamente di compensare, la tensione causata dalla scarsità del denaro necessario per espandere il lavoro nel mondo, la frustrazione e delusione per l’incapacità di soddisfare le esigenze e spesso di approfittare dell’occasione semplicemente per mancanza di fondi — furono alcune delle difficoltà che le provocarono uno stato di completo esaurimento. Il suo veicolo fisico non conosceva tregua. Le condizioni del cuore e della circolazione peggiorarono sempre di più. X Durante gli ultimi due anni della sua vita lottò contro tutte queste situazioni difficili con una volontà veramente ferrea. La sua personalità di primo Raggio insorse in uno sforzo finale in risposta alla richiesta della sua anima. Fu nel 1946 che decise di rifiutarsi di considerarsi invalida. Ogni giorno, quindi, come per tutta la vita, continuò a lavorare fino al limite della resistenza fisica, incurante della fatica o del dolore. Decise di andarsene continuando a lavorare attivamente, e lo fece. Anche durante gli ultimi giorni, all’ospedale di New York, nel 1949, seguitò a ricevere visite, a discutere con i collaboratori più vecchi e a scrivere lettere. Nell’ora della morte fu con lei il suo Maestro, K.H., come le aveva promesso molto tempo prima. La mattina seguente la sua dipartita inviai questa lettera a migliaia di studenti e amici in tutto il mondo. Caro amico, questa lettera reca l’annuncio della fine di un ciclo e dell’inizio di un altro, più utile e meno limitato per la nostra sincera amica: Alice A. Bailey. È stata liberata in pace e serenità nel pomeriggio di giovedì 15 dicembre 1949. Durante un colloquio, quell’ultimo pomeriggio mi disse: “Ho molto di cui essere grata. Ho avuto una vita ricca e piena. Molti in tutto il mondo sono stati gentili con me”. Da lungo tempo voleva andarsene, ma rimase, solo per la forte volontà di terminare il suo lavoro e per l’ardente desiderio di predisporre il futuro della Scuola Arcana, il cui scopo sarà aiutarci a servire meglio il nostro prossimo. Aveva creato e modellato la nostra Scuola negli anni, con la precisione della sua mente perspicace, e la potenza magnetica del suo grande cuore sofferente. Alcuni domandano perché dovesse patire tutto questo dolore — poiché soffriva mentalmente, emotivamente e anche nel fisico. Solo io so quanto trionfalmente si aprisse ad accogliere l’impatto di molte forze distruttive, così sfrenate in questo tempo di tumulti mondiali, e come riuscisse a trasmutarle in modo incredibile, proteggendo così tutti coloro che erano in difficoltà, gli aspiranti in lotta e i discepoli più giovani, che negli anni erano giunti fino a lei e alla Scuola. Durante la vita la maggior parte del suo lavoro fu sempre soggettivo. Noi ne abbiamo visto gli effetti esteriori, osservato dall’esterno gli alti e bassi, l’abbiamo aiutata e amata, talvolta criticata, ci siamo lamentati, ma sempre avanti, con lei e a causa sua, sempre un po’ più in alto e meglio che altrimenti. Siamo tutti molto umani, come lei. Perché soffriva? Perché la sua via è quella dei Salvatori del Mondo. È tornata dal suo Maestro K.H. per un lavoro maggiore, con Lui per il Cristo. Ci chiede di serbare la Scuola Arcana risplendente e lucente come ora, di continuare ad alimentarla col potere salvifico di una grande adunata di cuori amorevoli, quale è, e di servire sinceramente. Cordialmente, Foster Bailey New York 16 dicembre 1949
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