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Metafisica alla portata di Tutti
CAPITOLO 11 - IL PRIMO COMANDAMENTO
I primi tre comandamenti sono uno solo. Tutti e tre si riferiscono ad una sola cosa e dicono così:
1) "IO SONO Geova Dio tuo che ti ha tratto dalla terra di Egitto, dalla casa della schiavitù. Non avrai altri dei all'infuori di me".
2) Non ti farai immagini nè nessuna riproduzione di ciò che sta in alto nel cielo, nè in basso sulla terra nè nell'acqua sotto la terra".
3) Non ti inchinerai davanti ad esse, perchè IO SONO Geova Dio tuo, forte geloso e faccio scontare la malvagità dei padri sui figli fino alla terza e quarta generazione di coloro che mi odiano e rendo misericordia alle migliaia, a loro che mi amano e che osservano i miei comandamenti.
4) Non pronunciare il nome di Geova Dio tuo invano, perchè non considererà innocente Geova colui che avrà pronunciato il suo nome invano.
I numeri che vedete indicati non servono per indicare il numero dei comandamenti ma per potere fare un riferimento alle rispettive frasi in seguito.
La prima cosa che occorre ricordare è che quando la Bibbia ripete tre volte uno stesso punto, questo significa che bisogna prenderla in senso letterale non simbolico. Significa inoltre che tale senso è lo stesso sui tre piani di coscienza: materiale, mentale e spirituale.
In questo comandamento compare tre volte l'espressione "Geova Dio tuo". La prima citazione si riferisce a Dio, Creatore del Tutto. La seguente si riferisce alla Legge, o al Principio. La terza si riferisce all' "IO Superiore" di ciascuno di noi, che è uno con Dio, uno con il Principio. Qui sono stati presentati i tre aspetti della stessa entità o potere.
L'Egitto è il simbolo della materia, dell'uomo primitivo che non è ancora riuscito a capire e ad accettare il concetto di un Dio unico, indivisibile. Gli egiziani adoravano molti dei, rappresentati da idoli. Ermete Trimegisto fece il primo passo per inculcare nelle loro menti l'idea di un Dio unico. Questo primo sforzo servì come impulso ma non ebbe successo. Essi tornarono alla loro precedente fede. Mosè venne a dare loro un nuovo impulso.
Per questo dice: "IO SONO Geova Dio tuo che ti ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla casa della schiavitù. Non avrai altri dei al di fuori di me".
Secondo l'interpretazione terrestre per il piano materiale e per il seguaci di Mosè nell'Esodo, questo era un ordine di fare esattamente ciò che si dice: un Dio unico li aveva liberati dalla schiavitù nella casa dei loro padroni egiziani. Questo nuovo Dio si chiamava Geova ed essi non dovevano continuare a servire i loro vecchi idoli. Nella frase 2) si stabilisce la forma di questi idoli quando si proibisce di adorare immagini, animali, pesci. Nella frase 3) parlava loro molto chiaramente. Proibisce loro di adorare e di venerare i loro idoli dipinti. Era anche geloso. Dice che avrebbe castigato non solamente il disobbediente ma anche i suoi figli, i nipoti ed i discendenti ma che avrà pietà di coloro che gli obbediscono.
Tutto ciò è così infantile che le generazioni successive protestarono tanto di fronte alla palese ingiustizia che questa parte fu chiarita e abrogata dal profeta Ezechiele. Questo fatto dimostra che la mente umana si stava sviluppando fino al punto di trovare puerili alcuni punti fra quelli ordinati da Mosè.
Per noi il significato metafisico è già trasparente. "IO SONO Dio, che ti trasse dal modo di pensare materiale. Non attribuire potere ad altri che a me. Non forgiarti immagini (mentali). Non temerle, non rispettarle e non formulare i tuoi giudizi a seconda di ciò che tu vedi all'esterno (in alto nel cielo, in basso sulla terra e nelle acque sotto la terra) perchè la Legge ti darà ciò che i tuoi errori avranno ordinato ("coloro che mi aborriscono") e correggerà le tue manifestazioni se tu impieghi la Verità ("ho misericordia di coloro che mi amano e che osservano i miei comandamenti").
Gli ebrei, con l'andare del tempo, presero le scritture così alla lettera che nelle loro sinagoghe non vi è nulla che possa neppure ricordare un'immagine e si fecero carico di tutte le imposizioni enumerate nel Levitico, fino al punto che i Leviti vivevano oppressi da un senso di colpa, dato che era loro umanamente impossibile rispettare tutti i seicento e più comandamenti ai quali credevano di doversi sottomettere ogni giorno.
La Bibbia è un trattato di psicologia e di metafisica. E' il libro della verità. Essa non ordina: spiega solamente. Racchiude una spiegazione e un consiglio per ognuna delle circostanze della vita e per ogni piano di coscienza.
La frase 4) "Non pronunciare il nome del Signore Dio tuo invano" si riferisce direttamente a ciò che tu sai già: non dire che sei brutta, negativa. Non impadronirti di condizioni che poi dovrai lamentare di avere manifestato, ad esempio "La mia cattiva memoria", "il mio cuore malato", "La mia vista pessima", etc... dato che tutto questo è nominare invano il nome di Dio e la Legge non perdonerà (non considererà innocente) colui che decreterà negativamente usando il nome dell' "IO". Facendo questo avrai dato al tuo subcosciente un ordine che esso cercherà di compiere in tutti i modi possibili (fino alla terza e alla quarta generazione).
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