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Presentazione Le “Stanze di Dzyan” sono un antichissimo testo orientale. Di esse se ne parla per la prima volta in occidente per opera di Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica, che riporta il risultato dei suoi studi nel commentario facente parte della sua opera “La Dottrina Segreta”.
Le “Stanze di Dzyan” si compongono di tre parti: “Evoluzione Cosmica”, “Antropogenesi” e “Teogenesi”. Nella prima parte viene descritta la storia dell’Universo, dalle sue origini alla formazione della materia. Nella seconda viene trattata l’origine dell’uomo e la sua evoluzione fino alla catastrofe che avrebbe distrutto l’Atlantide. Teogenesi, il volume qui presentato, contiene le Stanze addizionali che erano state promesse alla fratellanza dei discepoli della Religione Saggezza. Trasmessa telepaticamente dagli stessi Maestri ai quali Madame Blavatsky dedicò la sua vita e il proprio lavoro, Teogenesi costituisce la terza sezione del sacro Libro di Dzyan da cui furono trascritte le Stanze originali, e illumina il sentiero evolutivo dell’uomo, poiché egli è guidato, diretto e protetto dai Poteri Divini che lo crearono.
Il testo è diviso in “Stanze”, o Capitoli, così chiamate perché, secondo la dottrina orientale, alla conoscenza dell’Universo si può giungere mediante la consultazione del “libro dell’Akasha”. Questa rappresenta la base sulla quale poggia il tessuto spazio-temporale sul quale è costruito l’Universo. In essa rimangono impressi, come su di un nastro magnetico, tutti gli avvenimenti che lo hanno caratterizzato fin dalla sua origine. Il pensiero orientale ha diviso questa era in diversi periodi, ai quali ha dato il nome di Stanze, quasi fossero le stanze di una immensa biblioteca cosmica, alle quali può accedere chi, durante la meditazione, raggiunge l’illuminazione che gli permette di raggiungere più elevati gradi di coscienza. La parola Dzyan invece ha la sua derivazione dal termine DZYU, il Pensiero Divino attraverso cui prende forma ogni manifestazione, o anche l’Energia primordiale della formazione che ha dato forma e sostanza alla materia. Ciò che deriva da questa energia è “Dzyan”, ovvero la Creazione. Quindi “Le Stanze di Dzyan” si potrebbe semplicemente tradurre come: “I Capitoli della Creazione”. Il testo originale de “Le Stanze”, secondo quanto afferma nel suo testo la Blavatsky, è conservato in un luogo segreto del Tibet ed era già considerato antico quando era antico l’uomo. Rare copie scritte in sanscrito ne ha potute reperire in alcuni luoghi sacri dell’India, alle quali la ricercatrice è riuscita ad accedere. La versione che viene qui presentata è la traduzione che è riportata nel citato testo “La Dottrina Segreta”. Esso quindi è la traduzione italiana di un testo inglese tratto dal testo sanscrito. Necessari passaggi per rendere il testo comprensibile al lettore italiano. Naturalmente sono inevitabili, come in ogni passaggio del genere, delle interpretazioni del testo originale fatte dal traduttore per rendere il testo comprensibile. Ciò ha quindi portato, come per altre interpretazioni di Testi Sacri, ad una versione che sarà quantitativamente diversa da quella originale (conservata in Tibet), ma d’altronde ciò è inevitabile per rendere il Testo accessibile. Voglio sperare che i successivi passaggi si siano mantenuti il più possibile fedeli ai precedenti e quindi al testo originale. La Blavatsky, nel suo commentario, ha voluto rendere il testo nel suo significato più esoterico, quindi quello più nascosto e meno comprensibile ai molti. I riferimenti e gli allacciamenti che essa può aver fatto con la scienza, vanno riferiti alla conoscenza scientifica dell’epoca cui la scrittrice apparteneva, quindi la seconda metà dell’ottocento. Visto il progresso che il pensiero scientifico ha avuto da allora, si è reso per conto mio necessario rivedere il Testo da un ottica più moderna. E’ stato così possibile ritrovare interessanti allacciamenti con le più moderne teorie sull’origine dell’Universo. E’ altresì descritto come trovi il suo posto in questo contesto evolutivo anche una componente spirituale, che sta alla base della formazione della materia, come predicato da varie religioni. Quanto esposto nella prima parte del mio lavoro, che riguarda la nascita e lo sviluppo dell’Universo, già potrebbe essere sufficiente a dimostrare l'antica saggezza di una Razza ormai scomparsa che era giunta a conoscenze alle quali siamo potuti accedere solo con le più moderne ricerche nel campo delle origini. E’ quindi, a mio avviso, un interessante ed unico punto d’unione fra scienza e fede. Forse retaggio di una cultura che ha preceduto l’uomo storico, così come conosciuto, e che aveva delle conoscenze più elevate di quanto i nostri attuali studi ci possano far supporre.
Parte 2 Antropogenesi In questa seconda parte de "Le Stanze" seguiremo l'evoluzione del nostro sistema planetario e della vita sul nostro pianeta fino all'avvento dell'uomo. La storia è narrata, similmente all'Evoluzione Cosmica, secondo una terminologia occulta e con l'uso di numerosi termini d'origine orientale. Vedremo come ancora si faccia riferimento ad entità superiori (siano esse fisiche che spirituali), che hanno in un certo qual modo guidato l'evoluzione sul pianeta. Gli allacciamenti con quanto riscontrato dall'odierna ricerca scientifica sono rari e frammentari, ma ci possono in ogni modo dare una traccia concreta e comprovata sulla quale stendere un filo conduttore della storia. Si potranno, infatti, trovare riferimenti alla teoria nebulare sull'origine del Sistema Solare e sull'origine della Terra, mentre per quanto riguarda l'origine e lo sviluppo della Razza umana, ci si discosta notevolmente da quanto affermato dalla paleontologia ufficiale, potendovi trovare solo saltuari allacciamenti. Si può trovare nel Testo una incidente componente spirituale che, similmente a com’è avvenuto per il precedente Commento, guida e dirige le energie cosmiche preposte all'aggregazione ed alla formazione della materia. Tutto è visto come un discorso consequenziale ed olistico, una progressione d'energie tra loro collegate, per cui l'energia primordiale, generata nel caos, ha bisogno di un elemento che la diriga, circoscrivendone l'espansione caotica per creare la forma. Quest'elemento è governato, secondo quanto detto nelle Stanze, da Entità Spirituali. Questo è un procedimento che si è attuato e s'attua tuttora per tutti i mondi che compongono l'Universo, anche se la narrazione viene in seguito circoscritta al solo nostro ambito planetario. La narrazione prosegue, narrando i vari stadi evolutivi della Razza umana, attraverso le quattro Razze Madri che sono esistite prima della nostra attuale e fino alla distruzione che ha messo fine al predominio della Quarta Razza con la fine d’Atlantide. Giungiamo quindi alla nostra Quinta Razza Madre, la cui storia ci è in parte nota.
Parte 3 Teogenesi Come tutti gli studiosi della Dottrina Segreta sanno, i primi due volumi della monumentale opera di Helena P. Blavatsky sono intitolati Cosmogenesi e Antropogenesi. Tratti dalle antiche Stanze di Dzyan, furono trascritti da Madame Blavatsky sotto la guida di diversi Iniziati della Grande Loggia Bianca. Teogenesi, il volume qui presentato, contiene le Stanze addizionali che erano state promesse alla fratellanza dei discepoli della Religione Saggezza. Trasmessa telepaticamente dagli stessi Maestri ai quali Madame Blavatsky dedicò la sua vita e il proprio lavoro, Teogenesi costituisce la terza sezione del sacro Libro di Dzyan da cui furono trascritte le Stanze originali, e illumina il sentiero evolutivo dell’uomo, poiché egli è guidato, diretto e protetto dai Poteri Divini che lo crearono. Teogenesi fu trasmessa tramite la mediazione del Tempio del Popolo, e pubblicata per la prima volta sulle pagine del ‘Temple Artisan’ – la rivista ufficiale di quell’istituzione – nei primi due decenni del secolo XX (1906 – 1918). Nel numero di luglio 1906, con il titolo “Ulteriori Stanze Rivelate,” è scritto: “Nessuno può comprendere meglio di noi la gravità delle accuse che senza dubbio i nostri antagonisti ci muoveranno nel valutare queste Stanze. La nostra asserzione che le Stanze in questione provengono dal libro di Dzyan e sono impartite dagli stessi Iniziati che permisero a H. P. Blavatsky di accedere a quel libro e la aiutarono a decifrarlo durante la stesura della Dottrina Segreta, indubbiamente sarà smentita. Pur sapendo che le nostre affermazioni verranno negate, ciò non dovrebbe, e non deve, scoraggiarci nell’offrire queste Stanze aggiuntive a tutti coloro che sono in grado di apprezzarne l’autenticità e l’importanza. “La particolare sequenza di Stanze che formano la base della Dottrina Segreta descrive essenzialmente l’azione delle forze evolutive, la costituzione della materia, l’apparizione degli animali e dell’uomo sulla terra, e la sua evoluzione fino all’epoca della Quinta Razza.” Le Stanze che seguono si riferiscono all’ultima sottorazza della Quinta Razza e alle prime sottorazze della Sesta Razza. Il primo volume della Dottrina Segreta tratta della Cosmogenesi ed è basato su sette Stanze tratte dal Libro di Dzyan. Il secondo volume consiste di dodici Stanze suddivise in quarantanove sloka con relativi commentari, e tratta dell’Antropogenesi. Le ultime tre sloka della Stanza XII si riferiscono alla Quinta Razza e ai suoi istruttori divini. Queste Stanze, che ora la Grande Loggia trasmette all’umanità, sono la continuazione diretta della Stanza XII del secondo volume della Dottrina Segreta, e vanno suddivise nelle principali tematiche di quella che può essere, in modo appropriato, chiamata Teogenesi, poiché lo scopo evidente è mostrare il processo tramite cui il Regno Umano si unirà al Regno Divino. Dipende dall’umanità stessa quante Stanze addizionali tratte dal Sacro Libro, cui si fa riferimento, potranno essere enunciate, e fino a che punto spiegate. Ma è già buon segno che sia stato permesso che queste poche Stanze fossero rivelate al mondo.” Il Tempio del Popolo è una continuazione diretta dell’opera iniziata da H.P.B. a New York nel 1875. Fu fondato a Syracuse, New York, nel 1898, da Francia A. La Due e dal dr. William H. Dover. Nel 1903 il Tempio fu trasferito in California, in quella che oggi è chiamata Halcyon. Le Stanze e i commentari sono opera dei Maestri Hilarion, Morya e Koot Hoomi, e dei loro rappresentanti, cioè i successivi Custodi Supremi del Tempio del Popolo: Francia A. La Due, conosciuta come Stella Blu; il dr. William H. Dover, conosciuto come Stella Rossa; e Pearl F. Dover, conosciuta come Stella D’Oro. La letteratura pubblicata dal Tempio del Popolo proviene dai Maestri citati: Gli Insegnamenti del Tempio; Occultismo per Principianti; Dalla Cima della Montagna (due volumi); Fari di Fuoco; I Fogli Rossi e i Fogli Gialli (dei Messaggi del Tempio); Messaggi del Maestro alle Riunioni Generali del Tempio; e tutti questi comprendono ulteriori commentari alle Stanze della Teogenesi. In generale essi sono disponibili al pubblico, ma sono troppo vasti per contenerli in un solo volume. Da questi libri sono stati presi alcuni stralci, inclusi nei commentari del presente volume. Il loro insieme è una sorgente di informazioni molto importante e altamente raccomandata a tutti gli studiosi della Saggezza Antica. La Teogenesi porta avanti il vessillo del Lavoro della Loggia Bianca. Dà all’uomo la certezza che “Non vi è Religione superiore alla verità;” e che “I credi spariscono, i cuori restano;” che la Paternità di Dio e la Fratellanza dell’Uomo sono di primaria importanza; che l’universo manifestato è governato dalla giustizia perfetta, amministrata legittimamente dalla Legge dell’Evoluzione, e che tutti gli uomini, compresi quelli che hanno smarrito la via, prima o poi arriveranno ai piedi dei Maestri. In uno dei primi numeri del ‘Temple Artisan’ si esprime la speranza che “qualche filantropo si offra di riunire le Stanze e i Commentari sotto forma di libro, in modo che le generazioni future possano avere questa preziosa storia cosmica.” È stato privilegio dell’attuale Custode Supremo completare e pubblicare questa Sacra Opera. Possa essa assistere tutti gli uomini a collaborare reciprocamente per la realizzazione dell’illuminazione e della pace. Harold E. Forgostein Custode Supremo del Tempio del Popolo Halcyon, California, 198
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GLOSSARIO
ALAYA: l'anima dell’Universo. AH-HI: la forma (materiale o spirituale) che può contenere la mente. Il mezzo attraverso il quale si può manifestare la coscienza. ANUPADAKA: letteralmente: senza genitori. Si riferisce al “Signore celato”, colui che è fuso con l’Assoluto. Senza genitori perché autoesistente ed uno con lo Spirito Universale. ADI-SANAT: l'energia indifferenziata. La matrice prima ed indifferenziata dalla quale sarà generata la base energetica dalla quale prenderà forma la manifestazione. ARÛPA: senza corpo. BHUMI: la Madre Terra. CHATUR: quattro. CHHAYA LOKA: il mondo delle ombre. L’immagine del mondo astrale che precede il piano fisico. DANGMA: (occhio aperto di ...) o “occhio di Shiva”. Interna visione spirituale mediante la quale s'ottiene la conoscenza certa. DEVAMATRI: rappresenta l’infinito. Il principio astratto della creazione primordiale. DZYU: il pensiero creativo. Il Pensiero Divino attraverso cui prende forma ogni manifestazione. Questo genera “Dzyan”, il prodotto del Pensiero, ossia la creazione, mediante Fohat, mezzo del Pensiero Divino. Da D. deriva la parola “Dhyan”, meditazione, in quanto è attraverso di essa che l’uomo può attuare la comunione con il Pensiero Divino. EKA: l'Uno. Il Principio Assoluto. FOHAT: l'energia dinamica dell’ideazione cosmica. Il ponte attraverso il quale le idee esistenti del pensiero divino sono impresse nella sostanza cosmica, come leggi della natura. KALPA: periodo della manifestazione. Ciclo. KWAN-SHAI-YIN: i tre principi generatori dell’Universo. KWAN-YIN: Principio femminile generatore. La natura madre da cui tutto nasce. KWAN-YIN-TIEN-FOHAT: “Cielo melodioso del suono”. Sinonimo del “Verbo” biblico. Il principio vibratorio che dà moto e forma alla materia. LAYA: punto zero. Il nucleo dal quale ha inizio la differenziazione. LHA: figlio della mente. Spirito. Essere celeste generato dal pensiero divino. LIPIKA: corrispondono ai quattro cherubini biblici. Gli arcangeli attraverso i quali s'esprime la “Legge Unica”. Sono i dispensatori del duplice principio dell’equilibrio di causa-effetto. Coloro che presiedono alle leggi karmiche. Sono posti, simbolicamente, ai quattro punti cardinali (corrispondenti terreni dei quattro punti dell’Universo). Furono biblicamente rappresentati con i quattro volti di: Leone, Bue, Uomo ed Aquila. Corrispondenti ai quattro elementi alchemici: Fuoco, Terra, Aria, Acqua e ai quattro segni zodiacali: Leone, Toro, Acquario, Scorpione. I quattro volti di Dio. MATRIPADMA: da “Mutri” = Madre e “Padma” = Loto. Loto Madre. Il principio generatore dell’Universo. Il grembo materno dal quale ebbe origine tutta la manifestazione. MAYA: il mondo dell’illusione, riferito al piano della materia. Illusione in quanto è solo la parte transitoria un principio spirituale eterno. NIDANA: letteralmente l’anello o il cerchio. Sta ad indicare l’eterno ciclo della manifestazione. L’eterna trasformazione che caratterizza tutto l’esistente. OEHAOOO: il prodotto delle tre forze generate dall’Unità Primordiale. E’ il movimento dal quale saranno generate le stelle e le galassie. OI-HA-HOU: e' corrispondente al Nidana. L’eterno ciclo da cui tutto è generato. PARAMARTHA: la coscienza immanifesta. PARANISHPANNA: la perfezione assoluta. Lo stato conseguito al termine di un grande periodo d'attività (o Mahanvantara). RÛPA: corpo. Il mezzo materiale che può ospitare lo spirito. SAPTA: sette. SAPTAPARNA: l'insieme dei sette corpi che formano l’uomo. Il corpo fisico più i sei corpi sottili: eterico, astrale, emozionale, mentale inferiore, mentale superiore, causale. SIEN-TEHAN: il nostro Universo. SOMA: la Luna. SVÂBHÂVAT: la materia prima indifferenziata. E’ assimilabile al protile. VAHAN: veicolo.
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